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Forse lei pensa: questo color rosso cupo è un fiore che scorre sulla roccia queste forme inerti ai bordi delle trincee son pastori che sonnecchiano la terra, come l’ha raffigurata il pennello di Dio, è un campo pronto per l’aratura per il frumento, le passeggiate, i canti. Forse lei pensa …. .. .. .. .. .. .. .. .. Non sa (come potrebbe sapere!…) che quanto sta guardando è: la guerra che quei pastori dormienti sono i suoi morti che quel rosso disseccato sulla roccia sono gli spasimi di un’umanità disgraziata i cui cuori son fluiti sulle scale dell’eternità elevando le proprie pene al sommo dell’oblio. .. .. .. .. .. .. .. .. Non sa; non può sapere che qualcuno piangerà la scomparsa di qualcun altro che un paese destinato a perire s’inginocchierà innanzi a un paese sul punto di sparire e che altra morte moltiplicherà il retaggio della sua immortale genitrice: la morte. .. .. .. .. .. .. .. .. Non sa! Nessuno vuol sapere… Per questo si ostinano nel loro gaio canto minuti cervelli miseri: i passeri.
29 aprile 2004
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