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Vittorio Sereni
NON SA PIU' NULLA, E' ALTO SULLE ALI Non sa più nulla, è alto sulle ali il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. Per questo qualcuno stanotte mi toccava la spalla mormorando di pregar per l'Europa mentre la Nuova Armada si presentava alle coste di Francia. Ho risposto nel sonno: - E' il vento, il vento che fa musiche bizzarre. Ma se tu fossi davvero il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna prega tu se lo puoi, io sono morto alla guerra e alla pace. Questa è la musica ora: delle tende che sbattono sui pali. Non è musica d'angeli, è la mia sola musica e mi basta. -
AHIME' COME RITORNA Ahimè come ritorna sulla frondosa a mezzo luglio collina d'Algeria di te nell'alta erba riversa non ingenua la voce e nemmeno perversa che l'afa lamenta e la bocca feroce ma rauca un poco e tenera soltanto... ANNI DOPO La splendida la delirante pioggia s'è quietata, con le rade ci bacia ultime stille. Ritornati all'aperto amore m'è accanto e amicizia. E quello, che fino a poco fa quasi implorava, dall'abbuiato portico brusìo romba alle spalle ora, rompe dal mio passato: volti non mutati saranno, risaputi, di vecchia aria in essi oggi rappresa. Anche i nostri, fra quelli, di una volta? Dunque ti prego non voltarti amore e tu resta e difendici amicizia.
LE SEI DEL MATTINO Tutto, si sa, la morte dissigilla. E infatti, tornavo, malchiusa era la porta appena accostato il battente. E spento infatti ero da poco, disfatto in poche ore. Ma quello vidi che certo non vedono i defunti: la casa visitata dalla mia fresca morte, solo un poco smarrita calda ancora di me che più non ero, spezzata la sbarra inane il chiavistello e grande un'aria e popolosa attorno a me piccino nella morte, i corsi l'uno dopo l'altro desti di Milano dentro tutto quel vento.
QUEI BAMBINI CHE GIOCANO un giorno perdoneranno se presto ci togliamo di mezzo. Perdoneranno. Un giorno. Ma la distorsione del tempo il corso della vita deviato su false piste l'emorragia dei giorni dal varco del corrotto intendimento: questo no, non lo perdoneranno. Non si perdona a una donna un amore bugiardo, l'ameno paesaggio d'acque e foglie che si squarcia svelando radici putrefatte, melma nera. "D'amore non esistono peccati, s'infuriava un poeta ai tardi anni, esistono soltanto peccati contro l'amore". E questi no, non li perdoneranno.
LA SPIAGGIA Sono andati via tutti - blaterava la voce dentro il ricevitore. E poi, saputa, - Non torneranno più -. Ma oggi su questo tratto di spiaggia mai prima visitato quelle toppe solari... Segnali di loro che partiti non erano affatto? E zitti quelli al tuo voltarti, come niente fosse. I morti non è quel che di giorno in giorno va sprecato, ma quelle toppe d'inesistenza, calce o cenere pronte a farsi movimento e luce. Non dubitare, - m'investe della sua forza il mare - parleranno. INVERNO A LUINO
Ti distendi e respiri nei colori.
Nel golfo irrequieto, nei cumuli di carbone irti al sole sfavilla e s'abbandona l'estremità del borgo.
Colgo il tuo cuore se nell'alto silenzio mi commuove un bisbigliodi gente per le strade. Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli sopravvivo alle tue sere celesti, ai radi battelli del tardi di luminarie fioriti. Quando pieghi al sonno e dài suoni di zoccoli e canzoni e m'attardo smarrito ai tuoi bivi m'accendi nel buio d'una piazza una luce di calma, una vetrina. Fuggirò quando il vento investirà le tue rive; sa la gente del porto quant'è vana la difesa dei limpidi giorni. Di notte il paese è frugato dai fari, lo borda un' insonnia di fuochi vaganti nella campagna, un fioco tumulto di lontane locomotive verso la frontiera. Nasce a Luino, sul Lago Maggiore, nel 1913, ma la sua città d'adozione è Milano, dove ha vissuto per quasi tutta la vita facendo inizialmente l'insegnante e poi il dirigente alla Mondadori. La sua opera più importante è Gli strumenti umani, uscita a Milano nel 1965 e più volte ristampata. Appare centrale, nella sua produzione, l'esperienza della prigionia in Algeria e Marocco tra 1943 e 1945. Sua poesia unisce il consiglio della cautela e del riserbo, figurato dall'esitazione, con l'imperativo della decisione e della scelta. Fra le sue opere: Frontiera, poesie, Edizioni di « Corrente », 1941 Diario d’Algeria,Vallecchi, Firenze, 1947 Gli immediati dintorni, Il Saggiatore, Milano, 1962 Gli strumenti umani, Einaudi, Torino, 1965
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